Tag Archives: cucina naturale

Torta salata alle erbette ricetta corsa

Torta salata alle erbette ricetta corsa
Torta salata alle erbette ricetta corsa

immagini Torta corsa alle erbette e mandorle

Siccome il grande forno continua a scaldarci e cuocerci ben benino, ho ben pensato di fargli concorrenza riaccendendo il  mio di forno…non si sa mai, a questo punto potrebbe pure funzionare a mò di aria condizionata (sì sì, conosciamo tutti la battuta che dice mica in forno mi ci metto io… solo che abbi pazienza, ma in un bilocale dove la cucina funge anche da salotto – sala per mangiare etc… quando lo accendo è veramente come se mi ci mettessi dentro). Adesso, dopo esserti informato circa le mie condiizoni locative 🙂 (l’ultima volta che ne avevo parlato mi sono vista bombardare con delle pubblicità per comprare una viletta in Sardegna:)) ti invito ad asssaggiare la torta alle erbette (tourte aux erbes), una torta salata alle verdure… un tuffo nella gastronomia corsa.

immagini torta alle erbette Corsica

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Torta dolce di patate viola e albicocche

Torta dolce di patate viola e albicocche

immagine decorazione torta dolce di patate viola e albicocche

Miracolo e sogno –gourmet – avverato 🙂 quello di aver finalmente trovato le patate vitelotte che tanto m’ incuriosivano e mi chiedevo se esistessero davvero o fossero solo un’ invenzione delle foodblogger. Ecco, le ho trovate ad una sagra in Piemonte, sono ottime, naturali (nel senso che il bel colore viola non è il risultato di una strana sostanza) con un sapore vagamente di nocciola e castagne.

Le ho trovate ed usate per questa ottima torta alle patate e albicocche e qui grido di nuovo al miracolo, siccome la suocera m’ha chiesto la ricetta (ciao Aurora, sai che ti voglio bene):).

Una torta soffice, profumata e bio colorata -nella mia cucina in coloranti e gli aromi artificiali non entrano- però ahimè non è venuta tutta viola come speravo, ma piuttosto verdina per l’interazione tra l’arancione delle albicocche e il viola delle patate e ,senza falsa modestia, davvero ottima…parola di suocera:).

immagine foto torta dolce di patate viola e albicocche

 

Ricetta Torta dolce alle patate viola e albicocche

 

Per uno stampo da 20 /22 cm*

Ingredienti:

200g patate viola vitelotte oppure patate dolci

200g farina 00

200g zucchero

100g burro ammorbidito a temperatura ambiente

100g albicocche secche

3 uova grandi bio

1 bustina di lievito per dolci

1 cucchiaio brandy o rum

Buccia grattugiata di un limone bio

Burro e farina per lo stampo

Decorazione: Albicocche secche e zucchero a velo a piacere

Come preparare la torta dolce alle patate viola e albicocche

immagine foto preparazione torta dolce di patate vitelotte e albicocche secche

immagini preparazione torta dolce patate vitellote e albicocche secche

Lavare le patate, metterle in una pentola ricoperte d’acqua e farle bollire per  45 minuti -1 ora circa o affinché risultano morbide. Pelarle e ridurle in purea (io ho usato la forchetta per schiacciarle ma se avete lo schiacciapatate tanto meglio).

Imburrare e infarinare lo stampo (io ho usato uno stampo a cerniera).

Intanto ridurre le albicocche in pezzetti più piccoli.

Separare i tuorli dagli albumi.

Col  mixer montare il burro ammorbidito a temperatura ambiente assieme allo zucchero e i tuorli affinché otterrete una crema soffice e liscia. Mescolare la farina setacciata al lievito e versarla a pioggia amalgamandola al composto di uova e burro, aggiungere anche la purea di patate ancora calda. Aggiungere le albicocche spezzettate e mescolare.

In un’altra ciotola montare gli albumi a neve assieme ad un pizzico di sale e poi incorporarlo man mano al composto di patate, mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto.

Versare il composto nello stampo, livellare se necessario e infornare a 180°C per un’ ora circa (prova stecchino). Se il dolce dovesse prendere troppo colore nella superficie (dopo i primi 30 minuti a me è succeso così) copritelo con un foglio di alluminio e continuare la cottura.

Come decorare la torta

decorare a piacere con zucchero a velo e albicocche secche

Note:

-ho usato uno stampo a cerniera da 20 cm ma è venuta un pò troppo alta, andrebbe meglio uno stampo da 22cm

-è importante ridurre le patate viola in purea subito affinchè sono ancora caldissime e usare la purea calda, diversamente diventa un po’ “elastica”, appiccicosa e difficile da incorporare, almeno durante le mie prove è successo così.

-al posto delle patate viola si possono usare delle patate dolci e farinose.

(-ho preso spunto dal libro “cioccolato” -la pasticceria -Espresso-)

ricetta con foto torta dolce di patate viola vitelotte e albicocche secche

 

Le avventure della piccola matrioska (oppure divertirsi in cucina e giocare con gli ingredienti)

Con l’arrivo del grigio mese di novembre la piccola matrioska iniziò ad avere vaghi segni di depressione stagionale  e svogliatezza…invece di entrare in letargo decise di farsi un giro in cucina e così incontro l’incompresa patata vitelotta:

patata divertente

divertirsi in cucina patata divertente

la piccola matrioska: ma come mai sei così colorata e viola, puah, mica sarai una patata modificata geneticamente?

La patata vitelotta: ma no, io sono una patata antica dal Sud America, il mio viola è tutto naturale…e quanto ne soffro, tutti mi snobbano trovandomi strana…invece di apprezzare il mio particolare gusto nocciolato e pure di castagna.

La piccola matrioska: ma che occhi grandi che hai!

Patata viola: eh sì, per vederti meglio:)

La piccola matrioska e la patata viola strinsero amicizia e vissero contenti e felici affinchè la patata non fini’ nella torta.

Le patate vitelotte (le patate viola)

patate vitelotte patate viola

foto patate vitelotte patate viola

Le patate vitelotte sono originarie dell’ America meridionale, ma  oggi sono ampiamente coltivate soprattutto in Francia. Sono patate antiche, non modificate geneticamente, quindi il bel colore viola è assolutamente naturale

La pelle è piuttosto spessa, mentre la particolarità è data dal colore della polpa interna, viola, profumata quasi di nocciola, molto appiccicosa e dal sapore vicino alla castagna.

Si possono preparare cucinandole come le patate normali, fritte, lessate o in purea, la cottura al vapore è sconsigliata, perchè la polpa della vitelotte rimane piuttosto farinosa.

(info tratte da  qui )

con questa ricetta partecipo al Weekend Herb Blogging 325, ringrazio  Kalyn di Kalyn’s Kitchen, Haalo di Cook (almost) Anything At Least Once e Brii . La raccolta WHB 325 viene ospitata da me.

whb325


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Crema pasticcera al cocco

Crema pasticcera al cocco

 

foto crema pasticcera al cocco

Se vi piace il cocco questa deliziosa crema al cocco vi cocco..lerà 🙂 il palato. La crema pasticcera al cocco è più leggera e profumata rispetto a quella classica e soprattuto è  una valida alternativa alla normale crema pasticcera per tutti quelli che sono allergici al latte vaccino e ai suoi derivati.

 

 

Crema pasticcera al cocco

Ingredienti

400ml latte di cocco

120g di zucchero bianco semolato

4 tuorli di uova bio (codice 0), invece se le uova sono molto grandi bastano 3

25g di maizena

50g di cocco essiccato in fiocchi (cocco secco grattugiato)

1 cucchiaino di essenza di vaniglia (la mia ricetta è qui)

un pizzico di buccia di limone bio non trattato

ricetta con foto crema pasticcera al cocco

foto preparazione crema pasticcera al cocco

Come preparare la crema al cocco

La preparazione della crema pasticcera al cocco segue lo stesso procedimento usato per la crema pasticcera normale.

In un pentolino riscaldare il latte di cocco(senza farlo bollire) assieme alla scorza di limone. In una altra ciotola montare bene col mixer i tuorli con lo zucchero e, quando il composto sarà liscio e spumoso, amalgamate la maizena setacciata e la polvere di cocco . Versare a filo il latte tiepido-caldo, mescolando sempre col mixer, fino a quando sarà ben amalgamato e aggiungere l’essenza di vaniglia. Trasferire il composto in una pentola a fondo spesso e farlo sobollire su fuoco basso per 5 minuti circa o  finché la crema si addensi, mescolando sempre con una frusta per non farla attaccare. Togliere dal fuoco e coprire il recipiente con della pellicola trasparente per alimenti o con un canovaccio da cucina pulito e inumidito (serve per evitare la formazione della pellicina) e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente. Si può conservare in frigo per pochi giorni.

Note:

–         l’aspetto grumoso della crema pasticcera al cocco è dovuto dalla presenza del cocco grattugiato

–         ho notato delle differenze in merito al latte di cocco in base alla provenienza, non tanto come gusto ma come consistenza iniziale del latte: certi tipi di latte di cocco sono subito fluidi e lattosi, invece quelli acquistati nei negozi etnici sono inizalmente più cremosi (anzi sembra una crema con grumi), sembra strano ma ho capito che sarebbe questa la vera consistenza del latte di cocco senza additivi. Non preoccupatevi anche questo latte di cocco inizialmente grumoso una volta riscaldato diventa subito fluido. Questa nota l’ho scritta pensando alla mia prima reazione, pensavo che il latte fosse andato a male :).

–          se volete usare la crema pasticcera al cocco, non perchè andate matti per il cocco, ma perchè volete solo sostiuire il latte vaccino potete ridurre o sostituire il cocco grattugiato compensando con l’aggiunto della maizena (non più di 40 g maizena in totale per le dosi sopra indicate)

crema pasticcera al cocco e cocco pirata

Siccome il cocco mi fa pensare ai paesi esotici mi sono venuti in mente i pirati dei Caraibi…quindi ecco la noce di cocco travestita da pirata:).

matrioska e il cocco pirata

Con questa ricetta della crema pasticcera al cocco partecipo al bel contest “Bambini in festa” del blog “la Cuisine di Liz”, un blog  molto bello, originale e creativo nella presentazione delle ricette.

contest ricette festa bambini

Buon fine settimana.

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Ricetta acqua di rose

Ricetta acqua di rose

L’acqua di rose preparata semplicemente con i petali di rose si usa in cucina per aggiungere un leggero tocco floreale alle pietanze.

Dei petali di rose per ricordarsi i gesti delle nostre nonne che usavano i fiori non solo per la decorazione ma anche in cucina,

acqua di rose

acqua di rose

 

Dei petali di rose per avvicinarci alla natura,

Dei petali di rose per imparare a usare gli scarti, per imparare a usare tutti quello che abbiamo a portata di mano per farci la vita più bella in maniera naturale,

Dei petali di rose per dire NO al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua. Perchè il prossimo fine settimana (il 12 e 13 giugno) ci sarà il Referendum per dire la nostra sul nucleare, la privatizzazione  dell’acqua e il leggitimo impedimento. Io voterò quattro SI per dire NO al nucleare  e alla privatizzazione dell’acqua. E voi?

Serena(blog l’omin di panpepato) ha avuto l’ottima idea di organizzare un contest con delle non – ricette per dire NO al nucleare, ci sono anch’io con l’acqua di rose.

Con un pò d’ingegno gli scarti possono essere trasformati in qualcosa di utile e piacevole

Con un cucchiaio d’ acqua di rose si può aggiungere un tocco floreale ai nostri piatti

Con il nostro voto possiamo costruire un paese e un futuro migliore

Con un fiore non si fa primavera…con un voto non cambiano le cose dicono in tanti per giustificare la poca voglia di votare…e se invece sì? se il nostro voto avrebbe veramente un peso e potrebbe cambiare le cose? Pensateci!

preparazione acqua di rose

Acqua di rose

Ingredienti:

petali di rose non trattate

acqua*

*-per risultati migliori usare acqua distillata (io ho usato quella normale).

 

Come preparare l’acqua di rose

Lavare velocemente i petali e fare attenzione che non ci siano degli insetti. Mettere i petali in una pentola e aggiungete dell’acqua appena per coprirle. Portare ad ebbolizione senza far bollire, mescolare bene, coprire con un coperchio e lasciare in infusione per 1 ora affinchè i petali perdono il loro colore. Filtrare l’acqua di rose attraverso un colino, trasferire nei barattoli di vetro a chiusura ermetica e conservare nel frigo per 30 giorni circa.

Note:

-le rose migliori sono quelle antiche, la rosa bulgara o damascena, io ho usato le rose che in Piemonte si piantano ai piedi delle vigne

-le rose devono essere assolutamente non trattate: non usare quelle da decorazione sulle strade

-bisogna usare rose il più possibile profumate-

-raccogliere le rose al mattino dopo 2-3 ore dopo il levar del sole in modo che l’acqua sia evaporata e usatele subito per approfittare appieno del loro profumo

-si usano solo i petali

dove usare l’acqua di rose:

Ho preparato la panna cotta alle rose ma potete aggiungerla in qualsiasi dolce oppure per aromatizzare limonata o altre bevande, yogurt greco,  macedonia di frutta, nelle creme e cosi’ via…da un leggero tocco floreale quasi impercettibile.

Per la ricetta ho preso spunto da qui , sono presentati 4 procedimenti diversi per la preparazione dell’acqua di rose, la prossima volta proverò sicuramente il distillato, la ricetta l’avevo vista anche dalla bravissima Tania,invece per altri usi dei petali di rose date un’occhiata al bellissimo blog di Libera.

Buona domenica!

“Non è tutto all’acqua di rose” spiega l’uomo di cioccolato (stavolta nella parte dell’uomo con i piedi per terra) alla piccola matrioska, sempre cosi’ curiosa ed entusiasta…ma allora basterebbe condire i nostri pensieri ed azioni con una goccia d’ acqua di rose affinchè le cose diventassero più facili?:)….Stavolta forse basterebbe votare SI!

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Involtini di asparagi con pasta fillo

Involtini di asparagi con pasta fillo

 

Questa ricetta con la pasta fillo mi è stata mandata da Giorgio via email per il mio contest con la pasta fillo. Per ringraziarlo ho pensato di pubblicare la ricetta in un post tutto suo. A presto anche le ricette di Cristina(mandate sempre via email). Il contest raccolta ricette con la pasta fillo scade il 18 maggio a mezzanotte… vi aspetto! Le altre ricette partecipanti al contest con la pasta fillo sono quà.

Intanto vi auguro una buona settimana!

ricetta involtini-asparagi

involtini-asparagi @giorgio

Involtini di asparagi con pasta fillo

la ricetta di Giorgio mandata via email

Ingredienti:

Pasta fillo: 2 fogli

asparagi: 16

olio

parmigiano
Preparazione

Lavare gli asparagi e cuocerli al vapore lasciandoli al dente.

Tagliare la pasta fillo in 16 rettangoli e pennellarli con olio poi cospargerli con formaggio grattugiato.

In ogni rettangolino mettere un asparago e poi arrotolare attorno la pastafillo in modo da formare degli involtini.

Mettere questi rotolini in una teglia coperta con la carta da forno e cuocerli in forno caldo a 180°C per circa 5 minuti.

Questa ricetta partecipa al contest “raccolta ricette con la pasta fillo”

raccolta ricette con la pasta fillo.

 

 

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Budini al gelsomino e cioccolato bianco

Budini al gelsomino e cioccolato bianco

Budini al tè di gelsomino e cioccolato bianco addensati con agar-agar

Un dolce dal sapore particolare che richiama l’Oriente per l’uso degli ingredienti (gelsomino e agar-agar), ma anche familiari odori e colori di inizio estate, quando il profumo dei gelsomini si fa sentire nei parchi .

La ricetta è davvero molto semplice da preparare, ci vogliono, sì e no, 15 minuti…(è che sono io lunga a spiegare tutti i passaggi), così avrete tutto il tempo per dedicarvi alle passeggiate in natura o al giardinaggio…con questo sole immagino che c’è ben poca voglia di restarsene in cucina.

Budino al gelsomino e cioccolato bianco con agar agar

Questi budini al gelsomino e cioccolato bianco sono preparati con l’agar –agar, un addensante al 100% naturale estratto dalle alghe marine giapponesi e usato al posto della gelatina/colla di pesce come addensante. Prima di conoscere l’agar-agar evitavo tutti i preparati con la gelatina…adesso mi sono appassionata all’agar-agar ma sto ancora sperimentando le dosi da usare.

L’agar-agar può essere acquistato in erboristeria/drogheria/negozi con cibo bio. É una polvere inodore e insapore. Appena aperta la bustina sprigiona un odore di mare che poi nel preparato svanisce completamente.

Per questa ricetta mi sono ispirata ai budini al tè e fava tonka.

Note: con le dosi usate i budini sanno tanto di ciocolato bianco e hanno un leggero profumo di gelsomino.

Se preferite potete omettere l’uso del cioccolato bianco o usarne di meno, senza variare però le dosi degli altri ingredienti. Anche con lo zucchero potete regolarvi come preferite (così è abbastanza dolce, io piuttosto lo diminuirei).

Visto che l’agar –agar viene dal Giappone vi segnalo il sito della Croce Rossa giapponese per chi volesse aiutare .

 

Budino al gelsomino e cioccolato bianco

Ricetta budini al gelsomino con cioccolato bianco

Ingredienti per 4-5 budini

(ho usato degli stampini in alluminio)

250ml tè al gelsomino
250 ml di latte fresco intero
2 gr di agar agar in polvere
2 cucchiai di zucchero
100gr di cioccolato bianco

Ricetta con foto budini con agar agar

Come preparare i budini al gelsomino e cioccolato bianco con agar-agar

Ho usato un tè verde al gelsomino acquistato in commercio, anche se nella dispensa avevo un ottimo tè nero al gelsomino…portatomi dalla Finlandia (grazie Arianna), questo solo per vedere come viene con un ingrediente a portata di tutti.

Preparate il tè lasciando una bustina di tè al gelsomino in infusione per 5 minuti.

Spezzetate il cioccolato bianco, mettetelo in un pentolino assieme a 100ml di latte e fatelo sciogliere su fuoco basso, mescolando sempre affinchè viene completamente sciolto e il liquido risulta omogeneo(foto 5).

In un pentolino unite i 250ml di tè col composto di cioccolato bianco e latte, aggiungete i restanti 150ml di latte e lo zucchero; mescolate un momento e portate a ebollizione.

In una tazzina mescolate l’agar agar con 2-3 cucchiai di latte (per non formare dei grumi) . Quando il composto di latte e tè entra in ebollizione aggiungete l’agar-agar, mescolate energicamente e fate bollire per 15 secondi circa.

Spegnete e fate raffreddare per 5 minuti. Versare il composto negli stampini e lasciate solidificare i budini a temperatura ambiente per almeno 3 ore. Sembra magia: subito tolto dal fuoco il composto si presenta molto liquido, infatti per quello avevo riempito gli stampini solo a metà pensando che non si solidificassero. Voi riempiteli pure tranquille (ho testato con uno stampo). Dopo neanche 2 ore avevo i miei budini belli solidi visto che i composti con l’agar agar si solidificano col raffreddamento.

Solo una volta completamente raffreddati (dopo 3 ore) trasferiteli nel frigo per la conservazione. Il giorno dopo sono ancora più buoni, il profumo di gelsomino si sprigiona e armonizza meglio col cioccolato bianco.

Con questi budini al gelsomino,cioccolato bianco e agar agar partecipo al bellissimo contest“Agar -agar pensaci tu” di Kia del blog “Su per il mestolo”.

 

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Sale aromatizzato all’anice stellato

Sale aromatizzato all’anice stellato

foto sale aromatizzato all'anice stellato e pepe rosa e pepeoncino

Tanti auguri di Buone Feste..lo so,arrivo in ritardo ( come al mio solito, una cosa da correggere nel 2011 e la lista dei buoni propositi e lunga:)) per augurarvi un Buon Natale. Sbirciando nei vostri blog ho scoperto che anche voi siete sotto pressione e l’espressione ricorrente è “non ho tempo”. Allora io ci auguro un 2011 migliore, sereno e con più tempo per dedicare a quello che ci piace.

Il mese di dicembre per me è sempre incasinatissimo ma anche il periodo di ritrovi…e alla fine per me è più importante godere della famiglia, degli amici-o forse sarà solo il mio caso che abbiamo poche occasioni di vederci- che sfornare dei piatti meravigliosi che stupiscono tutti ma non lasciando il tempo di godersi la compagnia.

E per non rubarvi troppo tempo:) passo a questa idea di pensierino natalizio fai-da-te(ovvio che io sono in ritardo pure con i regali di Natale)…vi propongo un meraviglioso sale aromatizzato facilissimo e velocissimo da fare, un regalino goloso da fare non solo a Natale (c’è la Befana in arrivo e anche San Valentino). Questo sale aromatizzato all’anice è ideale sulle bistecche, pollo arrosto e pesce, ma lo vedo bene anche con le patate.

La ricetta l’ho trovata nella rivista “Cucina moderna” e mi è subito piaciuta, il risultato è ottimo, naturale e molto bello anche esteticamente.

sale aromatizzato all'anice stellato e pepe rosa

 

Sale aromatizzato all’ anice stellato, pepe rosa e peperoncino

Tempo di preparazione: 15 minuti

Ingredienti per 250g

250g sale tipo maldon, fleur de sel, riserva Trapani (io ho usato sale grosso riserva Trapani)

6 peperoncini secchi interi

2 cucchiaini di pepe rosa

5 bacche di anice stellato

Come preparare il sale aromatizzato all’anice stellato

Per la preparazione vi consiglio di usare dei guanti, io non l’ho fatto e mi sono ritrovata con le mani leggermente in fiamme:).

Prima iniziate col sterilizzare del vaso: lavate il barattolo(vaso da conserva a chiusura ermetica), sciacquatelo e mettetelo nel forno preriscaldato a 140°C fino a quando sarà completamente asciugato.

Mettete il sale e i peperoncini nel frullatore e frullate giusto un momento. Mettete il sale col peperoncino così ottenuto in una ciotola e aggiungete il pepe rosa e l’anice stellato e mescolate bene per omogeneizzare (non frullate anche l’anice assieme al sale, il suo profumo diventerà troppo forte coprendo completamente il resto).

Trasferite il sale aromatizzato così ottenuto nel vaso (completamente asciutto e raffreddato), lasciando in superficie l’anice.

Conservazione: il sale viene conservato in un luogo fresco e asciutto ed è da consumare entro

1 anno.

Ideale sulle bistecche, pollo arrosto e pesce.

(nella foto il sale nel vasetto è più scuro perchè inizialmente ho provato col sale grigio dell’Atlantico. Scusate per le foto sfocate ma oltre la fretta , il cielo coperto e il fatto che mi stavo congelando, sul balcone (dove scatto le foto alla ricerca di una luce decente) c’era un vento pazzesco che buttava giù il “set fotografico” proprio mentre stavo per scattare (granelli di sale e pepe rosa che stavano volando allegramente…magari atterrando nei piatti dei vicini:)).

Tanti auguri di Buone Feste!

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Ricetta essenza di vaniglia

Ricetta essenza di vaniglia

ricetta e foto Essenza di vaniglia

La vaniglia è uno degli aromi più utilizzati nella preparazione dei dolci ma anche per i piatti salati con un tocco esotico. L’estratto di vaniglia (l’essenza di vaniglia) viene usato nelle ricette dove non è possible fare l’infusione(tipo le torte lievitate), al posto delle bustine di vanillina(o delle fialette di essenza di vaniglia) oppure quando non avete il tempo di lasciare la vaniglia in infusione. Forse vi chiederete perchè prepararsi l’estratto di vaniglia in casa invece di comprarlo?(almeno io me lo sono chiesta visto che tendo a non complicarmi la vita:)). La risposta è che vale assolutamente la pena(che pena non lo è visto che ci mettete 5 minuti a prepararlo): è facile, veloce, è tutto naturale e sicuramente costa meno che comprarla.

Dopo aver sbirciato un pò di là e di quà su internet alla ricerca della ricetta per la preparazione dell’ estratto di vaniglia alla fine mi sono decisa di affidarmi ad uno dei miei libri di fiducia (Rebecca Baugniet “500 ricette per crostate”). Lungi da me dire che questa ricetta è la migliore(de gustibus…), io la preferisco perchè può essere usata anche nella preparazione dei piatti salati(a differenza delle altre non ha lo zucchero ). In più mi è piaciuta l’idea di far macerare la vaniglia nel wisky o cognac che nell’ alcool puro,  resta una nota più aromatica, molto volatile vista che l’alcool non si nota(svanisce con la cottura) ma secondo me aiuta ad intensificare gli altri aromi. E comunque più passa il tempo, meno si sente l’alcool e più forte diventa il profumo della vaniglia.

La cosa esenziale è usare dei baccelli di vaniglia di qualità (tipo bourbon o del Madagascar), comprati nel negozio etnico o in erboristeria…e non quelli del supermercato.

ricetta e foto Essenza di vaniglia

ricetta e foto Essenza di vaniglia

Come preparare l’essenza di vaniglia (l’estratto di vaniglia) a casa

Ingredienti:

235ml di wisky o cognac

2-3 baccelli di vaniglia di qualità(meglio se bourbon o del Madagascar)

1 bottiglia di vetro con chiusura ermetica

Preparazione:

Col coltello incidete i baccelli di vaniglia , in modo che restino aperti e i semi si possono vedere, mettete nella bottiglia riempita di wisky o cognac, in modo che vengano completamente coperti dal liquido. Chiudete ermeticamente la bottiglia e lasciatela macerare in un luogo al riparo della luce e dal caldo.

Potete iniziare ad usarla dopo almeno 3 settimane.

Conservazione: L’essenza di vaniglia viene conservata nella bottiglia di vetro ermeticamente chiusa, al riparo dalla luce e dal caldo…non ha una scadenza, anzi’ il profumo migliora con “l’invecchiamento”.

ricetta e foto Essenza di vaniglia

L’estratto di vaniglia può essere anche un bellissimo pensierino da regalare a Natale, infatti con questa ricetta partecipo al contest “Pensierini e addobbi  per Natale” del  blog About food recepies.


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Frappè al cioccolato bianco e pesche

Frappè al cioccolato bianco e pesche

Frappè al cioccolato bianco e pesche

Ricetta Frappè al cioccolato bianco e pesche

Un delizioso e rinfrescante frappè al cioccolato bianco, pesche e succo d’arance. L’acqua frizzante ed il liquore lo rendono più chic, la menta invece aggiunge un tocco di freschezza. Potete servire il frappè anche come un dessert estivo. L’ispirazione per questa ricetta l’ho presa dal libro di Suor Germana.

Frappè al cioccolato bianco con pesche e succo d’arancia

Ingredienti per 4 persone (4 bicchieri)

120g di cioccolato bianco

4 cucchiai di panna

2 cucchiai di liquore all’arancio o  altro liquore

4 pesche

2 arance piuttosto grosse

200ml di acqua frizzante

una manciata di menta o melissa(solo se vi piace)

Per guarnire:

un pizzico di zenzero grattugiato e foglioline di menta

Preparazione:

Riducete il cioccolato bianco in pezzi e fatelo sciogliere nel microonde o a bagnomaria  in una casseruola assieme alla panna.

Spremete le arance, filtrate il succo e aggiungetelo al cioccolato bianco sciolto assieme al liquore.

Versate il composto in una ciotola e unitevi 2 pesche tagliate a dadini. Frullate le altre 2 pesche assieme alla menta e aggiungetele al composto, mescolando bene il tutto.

Dividete il composto in 4 bicchieri lunghi, in precedenza ben ghiacciati nel freezer o nel frigo per almeno 15 minuti. Riempite con acqua frizzante ben fresca e qualche cubetto di ghiaccio.

Guarnite con un po’ di zenzero grattugiato e con foglioline di menta. Servite accompagnando i bicchieri con dei cucchiaini a manico lungo.

Volendo velocizzare ancor di più la preparazione di questo dolce potete utilizzare 200ml di succo d’arance già pronto e 100 ml di nettare di pesche al posto del frullato di pesche.

le fantastiche e divertenti avventure della piccola matrioska nel meraviglioso mondo dei dolci:)

la matrioska vola con una pesca

immagine frutta simpatica e divertente

 

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Semifreddo al limone e menta

Semifreddo al limone e menta

Foto dolce estivo freddo spuma al limone e menta

Semifreddo al limone e menta

 

Il semifreddo al limone e menta è un dolce estivo rinfrescante, molto profumato e facilissimo da fare. Un dolce freddo al limone che si prepara in fretta senza accendere forni e fornelli.

Tempo di preparazione: 15 minuti più 2 ore tempo di riposo nel freezer

 

Ingredienti per 4 persone:

3 tuorli

3 cucchiai di zucchero

300g di panna fresca

1 bicchierino di rum o altro liquore

1 grosso limone di 200g circa, fresco e  non trattato

una manciata di foglioline di menta e melissa

Preparazione:

Grattugiate il limone facendo attenzione a non entrare nella parte bianca del limone.

Col mixer sbattete bene i tuorli con lo zucchero affinché il composto diventa gonfio, chiaro e liscio, unite il liquore e la buccia del limone. Montate la panna e aggiungeteci la menta e la melissa finemente tritate, aggiungendo il tutto ai tuorli. Mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno.

Versate il composto in 4 stampini di alluminio tipo quelli utilizzati per la crème caramel e mettete nel freezer per almeno 2 ore. Volendo potete uttilizare un unico stampo rettangolare.

Prima di servire capovolgete il dolce su dei piattini e decorateli con delle fette di limone e foglioline di menta.

Matrioska sotto l'ombrello

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