Torta sciroppata alle arance e semi di papavero – Prajitura cu portocale si mac

Torta sciroppata alle arance e semi di papavero – Prajitura cu portocale si mac
Torta sciroppata alle arance e semi di papavero – Prajitura cu portocale si mac

Torta alle arance e semi di papaveri torta sciroppata e profumata
Fino ad aver premuto invio sono stata in bilico  se faccio bene a scrivere questo post. Tranquilla, sulla ricetta non c’è dubbio alcuno: è assolutamente una delle mie torte migliori e preferite da sempre. Non è che fosse proprio mia , la ricetta è una famosissima e penso che almeno metà dei food blog ce l’hanno già nel ricettario: appartiene a Donna Hay anche se ho il sospetto che le radici siano molto più antiche. E’ buonissima, profuma di arance, leggera , sciroppata e soffice, si conserva perfettamente per 5 giorni, è piaciuta a tutti tantissimo, si prepara facilmente  con ingredienti a portata di tutti, di sicura riuscita e fa bella figura altissima com’è. L’unico diffetto è che da dipendenza!:).

L’unica grande differenza rispetto alla ricetta originale è che ho sostituito il burro con l’olio di girasole, cosi’ facendo la torta è cresciuta quasi un terzo in più ed è venuta più soffice ed ancor più buona. Non pensavo l’avessi mai detto che preferisco una torta con olio ad una con burro, invece stavolta oltre che più leggera e soffice, la torta mi è sembrata davvero più buona. Mai dire mai!

Quindi non con la ricetta avevo dei dubbi, ma con una piccola storia personale probabilmente tanto diversa dalla tua da risultare fantascienza…lettore avvisato, mezzo salvato (la ricetta è sotto!).:)

Ho sempre provato un pizzico di (buona) invidia nei confronti delle persone che sui loro blog mettono perlopiù ricette di famiglia, che parlano di profumi d’infanzia, di cucinare con la nonna o la mamma questo e quell’altro…invece per me la cucina è sempre stata un territorio di scoperta, di viaggi sperimentali reali o immaginari, siccome tanti profumi basilari li ho scoperti solamente più tardi, in adolescenza: tipo il (banalissimo per te)gusto delle mandorle e delle nocciole (che sono diventate anche i miei preferiti), ma la lista è lungaaa quasi quanto la fiaba sotto.

“C’era una volta tanto tempo fa una ragazzina di sette anni in un paese lontano dell’Est Europa (ancora) comunista, oltre la cortina di ferro dove tutti erano uguali nell’essere felicemente poveri. C’era di tutto e di più… ma solo nella propaganda del partito.

Questo paese lontano era guidato da persone illuminate che avevano introdotto la moda vegetariana – vegana già nei primi anni ‘80: ogni famiglia possedeva una cartella dove era specificato la quantità di prodotti basilari che poteva comprare mensilmente: solo un tot di zucchero, olio, carne, latte, uova ecc. In più i negozi alimentari erano quasi sempre vuoti e quando portavano qualcosa si formavano delle file lunghe una notte. Ovviamente le persone di questo paese erano davvero fortunate: non avevano problemi di peso, glicemia o colesterolo.

Questa ragazza di sette anni aveva due nonne che amavano cucinare, però i libri di cucina e gli appunti con le ricette di famiglia restavano quasi inutilizzati … si usavano solo le ricette furbe rigorosamente“senza” : senza burro, senza uova,  senza latte. Il tutto era un grande senza siccome i negozi erano perennemente vuoti.

Che dire delle arance…si vedevano solo a Natale e solo se estremamente fortunati. Una volta la nostra ragazzina accompagnò la nonna a prendere le arance: passarano diverse ore in fila al freddo sotto zero con la neve, era quasi arrivato il loro turno per comprare, quando le arance finirono…scompiglio, gente che gridava arrabbiata ed umiliata…la ragazzina (schiacciata tra la gente) scoppiò in lacrime e qualcuno impietosito le regalò UN’ARANCIA.

Happyend: una ragazzina raggiante con famiglia ed UN’ARANCIA attorno al tavolo natalizio.”

La ragazza dell’arancia sono io. E adesso compro le arance solo se sono bio. La vita sa essere molto ironica:).

 

Perchè questa storia? Non lo so. O forse sì. Per non dimenticare mai da dove vengo. Però non lasciarmi condizionare dal passato. Accontentati di poco però non rinuciare mai a sognare. Puoi avere un’infanzia felice anche senza arance. Puoi essere felice anche senza tante cose “imperdibili”.

Però questa torta alle arance e semi di papavero è imperdibile!:).

 

Fetta torta alle arance e semi di papavero

foto torta all'arancia sciroppata

torta all’arancia sciroppata con metà sciroppo arance

Ricetta torta sciroppata alle arance e semi di papaveri

Per uno stampo da 20 / 22 cm (io ho usato uno da 20 cm)

Ingredienti per la torta:

50 g di semi di papavero

185  ml di latte fresco

140g olio di girasole( nella ricetta originale 200 gr di burro ammorbidito)

1 cucchiaio di scorza d’arancia grattugiata finemente

170 g di zucchero semolato (io zucchero di canna fine)

3 uova grosse , a temperatura ambiente

270 g di farina 00

1 cucchiaino e ½ di lievito per dolci

1 cucchiaino essenza di vaniglia( facoltativo, mia aggiunta)

125 ml di succo d’arancia appena spremuto, a temperatura ambiente

 + burro e farina per lo stampo

Ingredienti per lo sciroppo d’arance:

225 g di zucchero (io zucchero di canna)

250 ml di succo d’arancia appena spremuto

25 g di striscioline di scorza d’arancia

+ un bicchierino di rum (facoltativo, mia aggiunta)

+ un bastoncino di vaniglia, inciso per far fuoruscire i semi di vaniglia (facoltativo, mia aggiunta)

+ un bastoncino di cannella e o cannella in polvere (facoltativo, mia aggiunta)

Torta sciroppata all'arancia e semi di papavero ricetta

Come preparare la torta

Imburrare bene e infarinare(eliminado la farina in eccesso) uno stampo da 20/22 cm non apribile. (La torta si sforma perfettamente-garantito 100%), però se preferisci puoi foderare lo stampo con carta da forno.

Scaldare il forno a 160°. Versare in una ciotola il latte con i semi di papavero e mescolare con un cucchiaio, lasciarlo riposare.

Mettere in una ciotola capiente l’olio, lo zucchero e la scorza d’arance, mescolare col mixer affinchè il composto diventa omogeneo. Aggiungere le uova uno alla volta, mescolando bene col mixer dopo ogni aggiunta.

Setacciare la farina con il lievito, aggiungerla al composto un pò alla volta attraverso il colino(praticamente settacciare doppiamente, fa la differenza per come cresce poi la torta) e mescolando sempre col mixer affinchè il composto risulti omogeneo.

Aggiungere il succo d’arancia, l’essenza di vaniglia  e il latte con i semi di papavero. Aggiungere i liquidi a filo, pian pianino e sbattendo sempre col mixer. Versare il composto nello stampo imburrato e infarinato. Cuocere nel forno già preriscaldato a 160°C per almeno 60 minuti o affinchè introducendo uno stecchino di legno al centro ne esce fuori pulito.

Anche se il mio forno è potente ho fatto cuocere la torta 75 minuti circa. Dovesse scurire troppo in superficie, coprirla con carta alluminio.

Una volta pronta togliere la torta dal forno, lasciarla riposare nella forma per una decina di minuti poi rovesciarla sul piatto da portata. Laciarla intipidirsi un pò(una ventina di minuti), punzecchiare la superficie della torta con uno stuziccadenti e versare a cucchiaiate metà dello sciroppo di arance. Sia la torta che lo sciroppo devono essere caldi quando viene sciroppata.

Servire la torta accompagnando ogni fetta di torta con cucchiaiate di sciroppo d’arance e le scorzette d’arancia.

Si conserva perfettamente per 4-5 giorni a temperatura ambiente(20°C), avvolta con carta da forno.

Come preparare lo sciroppo di arance

 Nel frattempo preparare lo sciroppo. Mettere zucchero, il succo e la scorza d’arancia in un pentolino antiaderente, mescolare per far sciogliere bene lo zucchero e aggiungere anche il bastoncino di vaniglia, far sobbolire a fuoco medio- basso per 10 minuti circa affinchè lo sciroppo assumerà una consistenza sciropposa. Spegnere la fiamma e aggiungere il bicchierino di rhum e la cannella in polvere. Mettere da parte le scorze d’arancia e farlo intepidirlo un pò(una ventina di minuti, ma dev’essere ancora caldo) prima di versare metà dello sciroppo sulla torta ancora calda. Invece il bastoncino di vaniglia può essere ancora usato per fare un’altro dolce.

 reteta in limba romana

Felie prajitura cu portocale si mac

Reteta prajitura insiropata si parfumata cu portocale si mac

Fara doar si poate este una dintre prajiturile mele preferate si sunt sanse mari se te cucereasca si pe tine: delicioasa, cu aroma puternica de portocale, pufoasa si insiropata, usor de facut, se pastreaza perfect pentru 5 zile, inalta si cu un aspect frumos, destul de light si cu ingrediente la indemana tuturor. Insa un defect mare are: creeaza dependenta mai rau decat ciocolata! 🙂

Reteta prajiturii este asa de faimoasa incat cred ca cel putin jumatate din blogurile de retete o au in “caietul cu retete” virtual, ii apartine lui Donna Hay desi am senzatia ca originea prajiturii e mult mai veche.Eu am adus doar cateva modificari marginale retetei originale, in loc de unt am folosit ulei de floarea soarelui si mi-a placut mult mai mult rezultatul: cu ulei iese mai pufoasa si creste cam cu o treime mai mult, gustul e mai delicat si se pastreaza mai bine. Nu credeam ca am sa spun vreodata ca prefer gustul unei prajiturii cu ulei uneia cu unt, dar dupa ce am incercat ambele variante o zic: e mai buna cu ulei! :).  Oricum, cu unt sau ulei ce mai conteaza, eu strig ajutooor! 🙂 pentru ca in sezonul portocalelor nu ma pot opri s-o repet maniacal – saptamanal: place tuturor la nebunie si se face usor, ce- ti poti dori mai mult?:)

foto Prajitura cu portocala si mac reteta

Reteta prajitura insiropata cu portocale si seminte de mac

Ingrediente pentru o forma rotunda de 20/22 cm (eu am folosit una de 20 cm)

50g seminte de mac

185 ml lapte proaspat

140g ulei de floarea soarelui (in reteta originala se folosesc 200g de unt moale)

1 lingura de coaja de portocala rasa fin

170g zahar alb (sau zahar brun fin)

3 oua mari , la temperatura camerei

270g faina alba 00

1 lingurita si ½ de praf de copt (circa 8 g )

125ml suc de portocale, proaspat stors

1 lingurita de esenta de vanilie( adaosul meu)

+ faina si unt pentru uns forma

 

Ingrediente pentru sirop

225 g zahar alb sau brun( eu am folosit brun)

250ml suc de portocale, proaspat stors

25 g coaja de portocala in fasii (obtinute cojind portocalele fara a intra in partea alba care e amara)

+ optional (le-am adaugat eu in plus fata de reteta originala)

–         un paharel (50 ml) de rom

–         un baston de vanilie, taiat pentru a scoate semintele

–         un baston de scortisoara sau praf de scortisoara

Cum se prepara prajitura

Ungem bine cu unt si presaram cu faina(eliminand apoi faina in exces) o forma rotunda de 20/22 de cm (eu am folosit una de 20 cm). Daca ai o forma cu peretii detasabili e mai bine sa o tapetezi cu hartie de copt pentru a evita scurgerea in cuptor(aluatul prajiturii este destul de lichid la inceput).

Incalzim cuptorul la 160°C. Punem laptele si semintele de mac intr-un recipient si amestecam cu o lingura. Punem uleiul, zaharul si coaja de portocala intr-un castron incapator, batem cu mixerul pana cand compozitia devine omogena si zaharul se topeste putin si  se amalgameaza. Adaugam ouale pe rand unul cate unul, continuand sa batem bine cu mixerul dupa fiecare adaos(cam 30 de secunde), pana sunt bine amalgamate.

Separat intr-un castron strecuram printr-o sita faina si praful de copt. Adaugam faina si praful de copt la compozitie, strecurandu-le treptat tot prin sita (practic sunt strecurate de 2 ori, astfel torta creste asa de mult) si continuand sa batem compozitia cu mixerul in timp ce adaugam faina.

Adaugam treptat si batand mereu cu mixerul si lichidele in aceasta ordine: sucul de portocale amestecat cu esenta de vanilie, laptele cu semintele de mac. Amestecam bine cu mixerul. Varsam compozitia in forma deja pregatita si o dam la cuptor (deja incalzit la 160°C). O coacem pentru 60 de minute sau mai mult, pana cand suprafata e rumena si introducand o scobitoare in mijlocul prajiturii  iese curata. Desi cuptorul meu e mai puternic decat media , am lasat-o la copt cam 75 de minute.

Cand prajitura e gata o scoatem din cuptor si o lasam 10 minute in forma sa se odihneasca putin, apoi o rasturnam pe farfurie. O mai lasam putin(15-20 de minute aproximativ) sa se racoreasca nitel, apoi intepam suprafata prajiturii cu o scobitoare si o insiropam cu jumatate din siropul de portocale. Insiroparea prajiturii se face cand atat prajitura cat si siropul mai sunt calde dar nu fierbinti.

Servim feliile de prajitura stropindu-le cu siropul ramas si cu cojile de portocala din sirop.

Prajitura se pastreaza perfect pentru 4-5 zile la temperatura camerei(20°C), acoperita bine cu hartie de copt.

Cum preparam siropul de portocale

Incepem prepararea siropului imediat cum am dat prajitura la cuptor. Punem zaharul, sucul si cojile de portocale, bastonul de vanilie intr-o craticioara (preferabil una cu fund dublu ), punem pe foc mediu-mic si il lasam sa fiarba incetisor pentru aproximativ 10 minute  sau pana cand capata o consistenta mai densa de sirop. Stingem focul, adaugam paharelul de rom si scortisoara, amestecam putin cu o lingura si il lasam sa se racoreasca putin inainte de a-l folosi pentru a insiropa prajitura. (se foloseste doar jumatate din sirop pentru a insiropa).

Inainte de a folosi siropul il filtram: cojile de portocale pot fi servite cu prajitura, iar vanilia reutilizata pentru alta prajitura. Siropul se pastreaza pentru cateva zile intr-un borcan inchis ermetic.

 

 

 

 

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7 Responses »

  1. Grazie per averci raccontato questa tua storia. Mi ha commosso. L’ho letta tutto d’un fiato, come si fa con le storie più belle. Grazie.
    Sulla torta non ho dubbi, basta la foto per capire che è buonissima. Buone avventure.

  2. Il tuo racconto mi ha fatto venire i brividi… e mi piace la tua frase “Accontentati di poco però non rinunciare mai a sognare.”
    P.s – questa torta è davvero invitante. Ma i semi di papavero che gusto danno?

  3. Ciao Silvia, in un certo senso i brividi sono venuti un pò anche a me, non è stato facile scriverlo questo post…meno male che c’è la torta:). In realtà i semi di papavero non danno un gusto particolare, in realtà sono più per l’estetica della torta (per sentire il gusto dei semi di papavero bisogna o tostarli un pò oppure farli bollire nel latte, ma non è il caso qui). La prima volta ho preparato la ricetta con burro (come da ricetta originale) ma senza semi di papavero, come nella foto nel colage…quindi volendo puoi prepararla tranquillamente senza papavero. Fammi sapere se ti va! Un caro saluto e un baucino a Newton!:)

  4. Questa torta”buca lo schermo” ti fa aumentare la salivazione ahahaha! e,con l’olio,la preferisco sicuramente.
    La metto nella mia scaletta di cosa da provare.
    Che dire? Ogni paese ha i suoi pezzi di storia che molti preferirebbero cancellare:l’Italia non fa certo eccezione,ma poi,magari è proprio grazie a quei pezzi di storia ,che le persone trovano la forza e la voglia di cambiare.
    ciao

  5. Ciao Antonella, sono davvero contenta di rivederti da queste parti, mi mancavi.
    Probabilmente ognuno vorebbe dimenticare le cose dolorose…non sarebbe un male se,quando veniamo alle dottrine, la storia non avesse il brutto vizio di ripetersi.
    Fammi sapere per la torta…a presto!

  6. Pingback: Orange polenta cake torta di mais e arance - Prajitura cu malai si portocale | Matrioska Blog

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